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Mondo Scritti

La Rabbia Che Sento

La Rabbia che sento
è quella che ho dentro
è quel dolore nella pancia
che perfora ogni organo
Accompagna ogni istante
quando nasce dentro
è difficile evacuarla .
La rabbia che ho dentro
è un macigno a compressione
è qualcosa di grande di affilato
che ruotando taglia ogni cosa
Le cellule la pelle gli organi
tutto si fa perforare
tutto si fa sfiorare
dalla punta
della lama .

La rabbia che sento
è una duna di lava
che scende lenta
attraverso le pareti i tessuti
tra le strade tra i silenzi
tra i palazzi tra i giardini
tra i negozi, tra gli sguardi .
La lava scende e brucia
quel che tocca contamina
così la rabbia che sento dentro
oggi tutto sembra contagiare.
Perché infondo
anche se non ho mai creduto
al Sistema
anche se non ho mai pensato
che fosse giusto e neppure
che fosse il più giusto mondo possibile,
né il meno peggio,
nonostante tutto
ora pare scesa una grossa ghigliottina
su di noi tutti
E il sistema appare
con tutta la sua
sottilissima
ferocia.
Squarta gli sguardi,
squarta gli organi,
perfora nell’intimità,
nel segreto nel silenzio.
Uccide relazioni
Abbatte ambizioni
Devasta le emozioni
annulla le comunioni
Senza contatto non c’è
contesto
diventano comunicazioni vuote
piene di contenuto forse
ma vuote di verità dentro.
Senza volti, senza emozioni,
non c’è vita, non c’è amore.

La rabbia che sento
è quella che mi invade
nel profondo silenzio delle strade
camminando
per isolati vuoti grigi desolati
ma saranno peggio quei luoghi
dove il silenzio è interrotto
dai pianti?
Le campane suonano
i rintocchi non sono per i fedeli
ma per chi ha spirato
basterà il silenzio
per accompagnare una vita rapita?

La rabbia che sento
è per ogni persona rubata
ogni esistenza strappata
ogni respiro interrotto
abbandonato all’apnea
in una nebbia d’abisso
profonda quanto
la rabbia che sento.

La ghigliottina cade
su di noi ovunque
indistintamente?
oppure forse
come sempre
sui più fragili, sui più deboli,
sui più esposti,
sui più abbandonati,
su tutti i veri schiavi
quelli che sono stati costretti
a continuare a recarsi a lavoro
a riempire treni bus metropolitane
perché il flusso di capitale
NON può fermarsi.

La rabbia che sento
mi punge ovunque
un diffuso senso di disagio
freddo rancore
o profondo dolore?

Penso
provo a ritrarre
la rabbia che sento
darle forma, sagoma
con le parole
farla esistere
su carta
farne
corpo
materia
capace di esperire
ed esprimere
trascendere ed esistere.

La rabbia che sento
dovrà trovare forma
e tempo
Ora la penna il mio strumento
trasforma un’emozione
in parola,
immagine su tela
segno su carta.
Domani un giorno
quando chissà
ma il tempo ci sarà
l’inchiostro mi sia da memoria
La rabbia che sento
esploderà. E vita sarà.

Deriva